Pensare sta diventando un bene di lusso
La diffusione degli smartphone sta riducendo la capacità di leggere, concentrarsi e ragionare in profondità. Questo colpisce soprattutto i più poveri, che passano più tempo davanti agli schermi e sviluppano più difficoltà cognitive.
Si crea così una nuova disuguaglianza: chi ha mezzi protegge i figli dall’uso eccessivo della tecnologia, mentre molti altri restano immersi in una “cultura post-alfabetica” fatta di video brevi e poca attenzione.
Se questa tendenza continua, la società rischia di diventare più fragile, più manipolabile e meno capace di partecipare alla vita democratica in modo consapevole.
